Convegno sui vini autoctoni della Locride
Martedì 11 giugno a Palazzo Nieddu di Locri, nel contesto della presentazione di un nuovo vino, il "Palmaziano di Cassiodoro", si è tenuto un interessante convegno sull'importanza dei vini calabresi per lo sviluppo dell'enogastromia italiana nel Mediterraneo. Il convegno è stato moderato da Rocco Muscari, giornalista di "Calabria Ora". Dopo il saluto di apertura del sindaco Francesco Macrì, sono intervenuti: Ilaria Campisi, presidente dei giovani agricoltori calabresi, che ha posto l'accento sulla necessità di interventi politici a favore della categoria; Vincenzo Carrozza, responsabile dei progetti della cooperativa "Masseria degli Armeni", che ha presentato le linee guida della proposta di legge regionale per la salvaguardia dei palmenti e dei vitigni calabresi; Orlando Sculli, amico d'infanzia di Francesco Amodei, grande storico del vino e del territorio, autore del libro "I palmenti di Ferruzzano", edito nel 2001 da Palazzo Spinelli. Sculli ha spiegato come le tante iniziative locali sorte dallo studio dei palmenti (solo nella Locride 750 palmenti e 300 nuovi vitigni) non abbiano ancora fatto maturare la consapevolezza della necessità di un coordinamento regionale delle attività di settore. Franca Curatola, presidente della Fidapa di Locri, organizzatrice del convegno, la quale ha ringraziato il numerosissimo pubblico presente. Francesco Amodei, presidente di Palazzo Spinelli, che dopo aver manifestato la soddisfazione per i risultati sempre migliori nati dalla fortunata intuizione del libro sui palmenti, ha sottolineato come nell'ultimo quinquennio siano stati ritrovati migliaia di palmenti simili in Toscana, Puglia, Basilicata, Malta, Spagna: queste regioni e paesi hanno valorizzato meglio della Calabria la scoperta di un eccezionale bene culturale e ambientale e si stanno preparando alla stesura di progetti europei di più ampio respiro. Dopo aver accenato ad autori mitici dell'enogastronomia mediterranea (da Archestrato di Gela del IV secolo a. C. a Domenico Alagna del VII secolo) che hanno esaltato i prodotti tipici calabresi, Amodei ha esposto ampiamente i motivi della contaminazione mediterranea nell'alimentazione. Una parte dell'intervento di Amodei è stata destinata al vino Palmaziano di Cassiodoro. Cassiodoro, nato a Squillace (CZ) fu uno dei collaboratori di Teodorico (500 d.C.), grande sostenitore dell'unità europea, tollerante verso tutte le religioni e, insieme con Simmaco e Boezio, ispiratore del primo editto italiano sul restauro e sulla conservazione, passata sotto il nome di "Legge sul rispetto verso la popolazione artificiale di Roma" (per la salvaguardia delle statue amputate e vandalizzate all'epoca), le cui risorse vennero appunto reperite attraverso la forte tassazione dei vini di esportazione (in prevalenza spagnoli). Amodei ha infine trattato l'argomento dal punto di vista del marketing, ribadendo la necessità di trattare vitigni e palmenti come dei veri e propri beni culturali, a fruizione collettiva non esportabili nè colonizzabili (come non si farebbe mai per dipinti o paramenti sacri), utilizzando allo scopo le metodologie e le procedure e gli strumenti previsti dai piani di salvaguardia (catalogazione, analisi, prevenzione, manutenzione, restauro se necessario), nonchè dai piani di valorizzazione (rilievo critico, strategie, modelli di sviluppo, pubblicizzazione, ecc,). Amodei ha infine proprosto per i vitigni autoctoni della Locride una speciale sessione dedicata al Brand Building che abbia il coraggio di assumere le prerogative positive della Locride, un territorio che non può pensare di risollevarsi rinunciando alla sua denominazione geografia e storica. Amodei ha concluso proponendo la creazione di un tavolo permanente per lo sviluppo della filiera dei vini autoctoni e comunicando la nascita del Centro Studi dei Vitigni Calabresi" che si propone tra l'altro di rendere disponibili le informazioni sulle opportunità di partenariato specialistico (Programmi di Prossimizzazione, Cultura2000, 7PQ, ecc.). La chiusura del convegno è stata affidata ai sindaci di Locri e Siderno, Francesco Macrì e Alessandro Figliomeni, che hanno condiviso le strategie illustrate dai relatori, proponendo incontri tecnici a breve per stimolare l'attenzione dei politici calabresi e nazionali verso una urgente azione di promozione e valorizzazione-